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Ultime news dal Mondo


Funghi come scudi per le radiazioni letali 11.11.2021

La mancanza di un'efficace schermatura contro le radiazioni ionizzanti è una delle maggiori sfide ancora da superare per intraprendere viaggi a lungo termine nello spazio profondo. Sulla Terra, l'atmosfera e la magnetosfera del pianeta ci proteggono dalle forme più letali di radiazioni - quelle prodotte dai brillamenti solari e dai raggi cosmici galattici. Diverse tecniche sono state ideate come schermi di protezione, questo esperimento condotto a bordo della stazione spaziale ISS ha mostrato che i livelli di radiazione attenuati da uno strato di funghi spesso 1,7 mm sono risultati inferiori di circa il 2,17% rispetto al campione non filtrato. Inoltre i funghi sono cresciuti di circa il 21% più velocemente di quanto non facciano sulla Terra, il che significa che lo schermo protettivo per gli astronauti potrebbe effettivamente diventare più robusto nel tempo durante la missione. Il team stima che su Marte, per ridurre i livelli di radiazioni a condizioni simili alla Terra, un habitat dovrebbe essere coperto da uno strato di funghi radiosintetizzanti dello spessore di 2,3 metri. Naturalmenre è un po' presto per applicazioni pratiche di questi sistemi nei viaggi spaziali...

Fonte: Universe Today


SWGO 4.11.2021

Alcuni ricercatori stanno mettendo a punto un nuovo progetto pilota per rilevare i raggi gamma a più alta energia che arrivano nell'emisfero australe. Catturare fotoni dall'universo con energie ben al di sopra dei peta elettronvolt (1015 eV) è la chiave per svelare i suoi segreti più oscuri. Sebbene ci siano osservatori in grado di rilevare raggi gamma peta elettronvolt (PeV) situati nell'emisfero nord, nessuno è ancora installato nell'emisfero sud e quindi non abbiamo misurazioni di raggi gamma di queste energie prodotti da pulsar e resti di supernova provenienti dalle parti meridionali della nostra galassia. Il Southern Widefield Gamma-ray Observatory (SWGO) ad Arequipa, in Perù, sarà il primo del suo genere in grado di rilevare questi raggi gamma ad alta energia nell'emisfero australe utilizzando il metodo a scintillazione e sarà composto da 6500 serbatoi d'acqua distribuiti su un'area di un chilometro quadrato.

Fonte. COSMOS


I raggi cosmici dicono che i vikinghi erano in America esattamente 1000 anni fa. (23.10.2021)

Il fatto che i vichinghi scoprirono il Nord America prima di Colombo è noto da tempo, ma finora non c'era una data precisa. Analizzando reperti di legno dal sito archeologico di L'Anse aux Meadows (su un'isola, provincia del Canada) gli archeologi sono riusciti a definire una data esatta dell'insediamento vichingo. La certezza risiede nei dati del carbonio radioattivo (C-14) prodotto dai raggi cosmici solari. Una tempesta solare identificata negli anelli degli alberi di tutto il mondo è datata tra il 992 e il 993 d.C.  Questo picco appare anche in quattro pezzi di legno intagliati tramite strumenti metallici che potevano appartenere solamente ai vichinghi. Dal decadimento del radiocarbonio questi reperti portano la data 1021 d.c.


Fonte: Science Alert - Nature
 


La misura più precisa sulla vita del neutrone 15.10.2021

877,75 secondi è il valore di tempo della vita media misurato dall'esperimento UCNτ al Los Alamos National Laboratory. Il neutrone è una particella stabile all'interno del nucleo dell'atomo, tuttavia al di fuori dell'atomo un neutrone si trasforma in un protone nel giro di 15 minuti. Attualmente sono due i metodi utilizzati sulla misura della vita del neutrone, uno statico e uno dinamico. Il risultato di questi due metodi produce valori con uno scarto di una decina di secondi, per aumentare la precisione e capire il motivo di questa differenza si sta pensando di considerare le misure nello spazio misurando i neutroni prodotti dai raggi cosmici...


Fonte: Nature


Un passo verso la comprensione di un mistero secolare: da dove provengono i raggi cosmici della Via Lattea. 30.08.2021

Gli astronomi sono riusciti per la prima volta a quantificare i componenti principali dei raggi cosmici provenienti da resti di supernovae. L'originalità di questa ricerca è che la radiazione gamma è rappresentata da una combinazione lineare poveniente dai protoni (decadimento pi-0) e dagli elettroni (scattering Compton inverso). Gli astronomi conoscevano una relazione secondo cui l'intensità dei raggi gamma dai protoni è proporzionale alla densità del gas interstellare ottenuta dalle osservazioni di immagini a onde radio. D'altra parte, ci si aspetta che anche i raggi gamma degli elettroni siano proporzionali all'intensità dei raggi X degli elettroni. Pertanto hanno espresso l'intensità totale dei raggi gamma come la somma di due componenti, una dall'origine del protone e l'altra dall'origine dell'elettrone. Ciò ha portato a una comprensione unificata di tre osservabili indipendenti. Di conseguenza, è stato dimostrato che i raggi gamma dai protoni ed elettroni rappresentano rispettivamente il 70% e il 30% dei raggi gamma totali. Questa è la prima volta che le due origini sono state quantificate. I risultati dimostrano anche che i raggi gamma dei protoni sono dominati nelle regioni interstellari ricche di gas, mentre i raggi gamma degli elettroni sono potenziati nelle regioni povere di gas. Ciò conferma che i due meccanismi lavorano insieme e supportano le previsioni di precedenti studi teorici...

Fonte: Phys.org

 


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