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Ultime news dal Mondo


Open access da Auger 19.02.2020

L'osservatorio di raggi cosmici più grande del mondo, il Pierre Auger (in Argentina) sta rilasciando al pubblico il 10% dei propri dati registrati. I dati possono essere così utilizzati da una comunità ampia e diversificata, inclusi professionisti, cittadini-scienziati e per iniziative educative e di sensibilizzazione. La collaborazione Auger aveva già rilasciato dati in modo simile ma, l'attuale disponibilità è molto più ampia per quanto riguarda sia la quantità che il tipo di dati, rendendoli adatti sia per scopi educativi, sia per la ricerca scientifica. È possibile accedere ai dati all'indirizzo: https://www.auger.org/opendata/

Fonte: Auger


Le prime immagini dei  muoni (05.02.2021)

Gli scienziati dell'Università di Nagoya hanno progettato una nuova tecnica di imaging con i colleghi dell'Università di Osaka e del KEK, in Giappone, istituti in prima linea sulle tomografie a muoni. Questa nuova tecnica si basa sul fenomeno che si verifica quando le particelle cariche viaggiano attraverso mezzi trasparenti, come l'acqua. L'acqua rallenta la luce rispetto alle particelle ad alta energia. Le particelle che si muovono più velocemente della luce causano qualcosa di simile al boom sonico che sentiamo quando un aereo a reazione sfonda la barriera del suono. Nel caso delle particelle, un "boom ottico", chiamato effetto Cherenkov, il quale provoca un breve lampo luminoso. Il lampo è stato ripreso con una speciale telecamera che ha permesso loro di visualizzare i muoni e i positroni che si formano quando i muoni decadono. Questo li ha aiutati a misurare la portata del raggio attraverso l'acqua o lo scintillatore plastico e la deviazione del suo momento, oltre a chiarire la direzione del movimento del positrone. Secondo i ricercatori il sistema è compatto, a basso costo e facile da usare, e si mostra promettente come strumento per la valutazione della qualità negli impianti di Mu-ray...

Fonte: EurekAlert



Le Alpi diventano più alte di quanto si consumino 5.12.2020

I raggi cosmici ci possono dire quanto una roccia è più vecchia di un'altra grazie al  berillio-10 - un isotopo radioattivo da loro prodotto quando colpiscono i minerali nel suolo - più berillio-10 è presente e più la roccia è antica. Con questo principio si può capire il tasso di erosione delle rocce. Si pensava che l'innalzamento delle Alpi fosse equivalente al loro tasso di erosione, ma tramite questo studio si è visto che le Alpi si erodono meno di quanto atteso e quindi aumenteranno progressivamente la loro altitudine, la differenza tra i due parametri indica un aumento di 80 cm in mille anni!

Fonte: PhysOrg


Altre sorprese dalle sonde Voyager 4.12.2020

Le sonde Voyager hanno lasciato il sistema solare da qualche anno, ma ancora stanno rilevando getti di raggi cosmici provenienti dal Sole. Si tratta di potenti flussi di elettroni accelerati molto di più di quanto possa fare il vento (plasma) solare normalmente. I ricercatori pensano che questi elettroni siano energizzati dall'interazione tra l'energia delle onde prodotte durante le emissioni di getti di plasma coronale (CME) e il campo magnetico tangenziale all'eliosfera. In questo modo sarebbero accelerati nello spazio interstellare come misurato dalle Voyager...

Fonte: ScienceAlert


Osservazione dei neutrini prodotti nel ciclo CNO del Sole (27.11.2020)

Gli astrofisici sono convinti che le stelle sono alimentate dalla fusione dell'idrogeno in elio. La fusione nucleare avviene attraverso due processi teoricamente ben compresi: la catena protone-protone (pp) e il ciclo carbonio-azoto-ossigeno (CNO). Si pensa che i neutrini emessi durante tali processi di fusione nel nucleo solare siano una sonda diretta per il profondo interno del Sole. Il processo pp produrrebbe circa il 99% dell'energia solare; tuttavia finora non erano state riportate prove sperimentali del ciclo CNO. Borexino - un esperimento situato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso in Italia - ha acquisito dati per oltre 1000 ore, dal 2016 al 2020. La principale sfida sperimentale era identificare il segnale in eccesso (pochi conteggi al giorno sopra lo sfondo per 100 tonnellate di target) attribuito alle interazioni dei neutrini CNO. I progressi nella stabilizzazione termica del rivelatore negli ultimi cinque anni hanno permesso di sviluppare un metodo per limitare il tasso di contaminazione del bismuto-210 nello scintillatore. Nel ciclo CNO, la fusione dell'idrogeno è catalizzata da carbonio, azoto e ossigeno, e quindi la sua velocità - così come il flusso dei neutrini CNO emessi - dipende direttamente dall'abbondanza di questi elementi nel nucleo solare. Questo studio apre quindi la strada verso una misura diretta della "metallicità" solare utilizzando neutrini CNO. Secondo questi risultati il contributo relativo della fusione CNO nel Sole sarebbe nell'ordine dell'1%; tuttavia, nelle stelle massicce, questo dovrebbe essere il processo dominante di produzione di energia...

(Immagine: rogerarm.freeuk.com)

Fonte: Nature

 


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