Scoperta una possibile origine dei raggi cosmici ultra-energetici 15.05.2026
L’Osservatorio cinese LHAASO potrebbe aver identificato una delle sorgenti dei raggi cosmici più potenti della Via Lattea. La ricerca si concentra sul cosiddetto “knee” (“ginocchio”) dello spettro dei raggi cosmici, una regione energetica ancora poco compresa. Secondo i dati raccolti, i microquasar sarebbero capaci di accelerare protoni fino a energie di 1 petaelettronvolt (PeV). Questi sistemi agirebbero quindi come giganteschi acceleratori naturali di particelle. I raggi cosmici sono particelle ad altissima energia provenienti dallo spazio profondo, composte soprattutto da protoni e nuclei atomici. Studiare la loro origine è una delle grandi sfide aperte dell’astrofisica moderna. Il problema principale è che i campi magnetici dell’universo deviano le particelle, cancellando le tracce della loro provenienza. Per questo gli scienziati usano raggi gamma e neutrini come “messaggeri” indiretti delle sorgenti cosmiche. LHAASO, situato ad alta quota in Cina, è oggi uno degli strumenti più avanzati al mondo per osservare questi fenomeni estremi...

Fonte: The Innovation
I raggi cosmici più potenti dell’universo potrebbero nascondere elementi ultra-pesanti 10.05.2026
Un nuovo studio suggerisce che alcuni dei raggi cosmici più energetici mai osservati potrebbero essere composti da nuclei atomici più pesanti del ferro. La ricerca analizza particelle estreme come la celebre “Amaterasu particle”, rilevata nel 2021. Questi raggi cosmici raggiungono energie milioni di volte superiori a quelle ottenibili negli acceleratori terrestri. Secondo gli scienziati, i nuclei ultra-pesanti perderebbero energia più lentamente durante il viaggio nello spazio profondo. Questo permetterebbe loro di arrivare sulla Terra mantenendo livelli energetici straordinari. Lo studio potrebbe aiutare a identificare le sorgenti cosmiche responsabili di queste particelle misteriose. Tra i candidati ci sono collisioni tra stelle di neutroni, esplosioni stellari e gli ipotetici buchi neri. La ricerca apre nuove prospettive sull’origine dei raggi cosmici ultra-energetici...
Fonte: EurekAlert
Raggi cosmici occultati nella magnetosfera 5.0.5.2026
Nuovi dati della missione cinese Chang’e-4 hanno rivelato una sorprendente “ombra di raggi cosmici” vicino alla Luna. Gli scienziati si aspettavano che la radiazione cosmica nello spazio fosse distribuita in modo uniforme, ma le misurazioni hanno mostrato una regione con radiazione significativamente ridotta. Questa zona occultata sembra estendersi dalla Terra verso la Luna con un’angolazione insolita. I ricercatori ritengono che il campo magnetico terrestre possa influenzare i raggi cosmici molto più lontano nello spazio di quanto si pensasse. Questo effetto crea una sorta di zona di schermatura naturale nel sistema Terra-Luna. La scoperta mette in discussione l’idea che lo spazio vicino alla Luna sia privo di protezione magnetica per le particelle ad alta energia. La scoperta potrebbe inoltre migliorare la comprensione dell’ambiente radiativo nello spazio. Ciò è utile per progettare missioni future più sicure per gli astronauti. Gli scienziati stanno ancora studiando le cause di questo fenomeno inatteso. I risultati indicano che l’influenza magnetica della Terra è più estesa e complessa del previsto...

Fonte: EOS
Collegamento tra meteo spaziale e cambiamenti atmosferici con i raggi cosmici 27.02.2026
Le condizioni atmosferiche sopra l'Antartide influenzano i cicli climatici globali e sono quindi fondamentali per la valutazione del clima. Tuttavia, studiare i cambiamenti atmosferici in Antartide è piuttosto impegnativo, poiché sono guidati da una varietà di processi su scala locale non facilmente catturabili dai modelli globali. Il monitoraggio delle variazioni stagionali della pressione atmosferica è un modo per tenere traccia dell'evoluzione dell'atmosfera antartica. Con il loro modello, gli autori dimostrano che i rilevatori di raggi cosmici Cherenkov ad acqua possono essere utilizzati in modo affidabile come indicatori delle variazioni della pressione atmosferica, aggiungendo così un nuovo strumento semplice ed efficace per monitorare e studiare le dinamiche della bassa stratosfera sopra l'Antartide...

Fonte: EOS
I Raggi Cosmici possono spiegare la formazione dei pianeti rocciosi 16.01.2025
Una questione chiave in astronomia è quanto siano onnipresenti i pianeti rocciosi simili alla Terra. La formazione di pianeti terrestri nel nostro Sistema Solare è probabilmente stata fortemente influenzata dal calore di decadimento radioattivo di radionuclidi a vita breve (SLR), in particolare 26Al (alluminio-26), probabilmente emessi da supernovae vicine. Tuttavia, i modelli attuali faticano a riprodurre l'abbondanza di SLR desunta dall'analisi dei meteoriti senza distruggere il disco protosolare. Un nuovo studio propone il meccanismo di "immersione", in cui la nucleosintesi dei raggi cosmici in un'onda d'urto di supernova riproduce le abbondanze stimate di SLR a una distanza di supernova superiore a quella prevista dal meccanismo di "iniezione" classico da supernove vicine. A supporto di questo scenario, si stima che le stelle di massa solare negli ammassi stellari sperimentino tipicamente almeno una di queste supernovae entro 1 parsec. Ciò suggerisce che le abbondanze di SLR simili a quelle del Sistema Solare e la formazione di pianeti terrestri siano più comuni di quanto si pensasse in precedenza...

Fonte: Science Advances
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