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Ultime news dal Mondo


I raggi cosmici hanno contribuito ad annerire le dune di Titano 20.10.2019

Titano è un corpo celeste unico poichè possiede un'atmosfera e dei mari liquidi sulla sua superficie. Queste caratteristiche lo rendono molto simile a come doveva essere la Terra in epoche remote. Sulla zona equatoriale di Titano ci sono anche delle particolari formazioni collinari particolarmente scure, la composizione chimica vista dalle sonde indica la presenza di benzene e altri composti aromatici. Alcuni ricercatori hanno indagato e sperimentato che i raggi cosmici che colpiscono l'acetilene ghiacciato - presente in grande quantità sulla luna di Saturno-  nel corso degli anni può portare alla formazione di tali composti carboniosi...

La ricerca su Science Advances


Giove protegge Europa dai raggi cosmici 18.10.2019

Giove ha un potente campo magnetico che rende la sua plasmasfera un ambiente molto radiativo, numerose sono le interazioni coi suoi satelliti interni Io ed Europa. Il livello di particelle ionizzanti irradiate dal gigante gassoso verso i suoi satelliti rende difficile immaginare che si possano sviluppare forme di vita, o scoprire se mai ci siano state. Malgrado questo i ricercatori pensano che un paio di centimetri del suolo ghiacciato di Europa siano sufficienti come protezione da tali radiazioni. Tuttavia c'è anche il problema dei raggi cosmici galattici, avendo un'atmosfera molto tenue, i raggi cosmici potrebbero essere una minaccia ulteriore per le eventuali forme di vita; per vederci meglio, gli scienziati hanno quindi utilizzato dei modelli computerizzati scoprendo che in realtà il campo magnetico di Giove funziona come efficiente schermo verso i raggi cosmici galattici...

Fonte: Astronomy


Riprendono gli esperimenti di CLOUD

Uno dei pochi esperimenti che simulano il comportamento dei raggi cosmici in atmosfera si trova al CERN ed è stato chiamato "Cosmics Leaving OUtdoor Droplets". Da quando è in funzione CLOUD ha effettivamente trovato che i raggi cosmici collaborano alla formazione degli aerosol, piccole particelle necessarie alla formazione delle gocce di acqua che vanno a formare le nubi. I vari esperimenti hanno anche evidenziato il ruolo delle particelle biogeniche emesse dagli alberi, ma anche da incendi e inquinamento che altrettanto hanno un ruolo nella produzioni delle nuvole. Sebbene molti aerosol necessitano di acido solforico per la formazione, CLOUD ha visto che gli aerosol si possono formare anche solo dai composti biogenici e che il loro tasso di formazione viene amplificato dai raggi cosmici di 100 volte. Ora riprendono gli esperimenti per cercare di eliminare eventuali dubbi, riguardo la formazione del vapor acqueo lungo i vari strati dell'atmosfera.

Fonte: Phys.org


Nuove misure da satellite cinese

DAMPE (DArk Matter Particle Explorer) ha misurato con grande precisione lo spettro dei protoni, la componente più abbondante della radiazione cosmica. Questo lavoro riporta la misurazione del flusso di protoni  con energie cinetiche da 40 GeV a 100 TeV, con 2 anni e mezzo di dati  questa è la prima volta che un esperimento dallo spazio misura  con statistiche elevate, direttamente i protoni dei raggi cosmici fino a quasi 100 TeV. Lo spettro misurato conferma l'indurimento spettrale a circa 300 GeV rilevato da esperimenti precedenti e rivela un calo a 13,6 TeV, questo risultato suggerisce l'esistenza di una nuova caratteristica spettrale dei raggi cosmici ad energie inferiori al cosiddetto ginocchio e scatena nuove ipotesi sull'origine dei raggi cosmici galattici.

Fonte: Science Advances



18.08.2019 Nelle immagini di Fermi la Luna brilla più del Sole

Quando i raggi cosmici colpiscono l'atmosfera terrestre si producono sciami di particelle, molte delle quali arrivano al suolo, sulla Luna non c'è atmosfera, quindi i raggi cosmici colpiscono direttamente il suolo lunare e analogamente a quanto succede sui pianeti con atmosfera, si producono sciami di particelle, ma direttamente nella regolite (la sabbia lunare). Tra i vari tipi di particelle prodotte sono compresi i fotoni gamma che vengono riflessi anche nello spazio. Il satellite Fermi che è stato progettato per rivelare e misurare i raggi gamma può osservare la Luna in questa radiazione. Mario Nicola Mazziotta e Francesco Loparco, dell'INFN di Bari hanno analizzato la Luna in raggi gamma e hanno constatato come questa può essere utilizzata come rivelatore di raggi cosmici. La sequenza di immagini mostra la quantità di raggi gamma misurata in diversi mesi di esposizione. Nel corso di circa dieci anni, gli scienziati hanno notato che durante il ciclo solare di 11 anni la luminosità della luna in raggi gamma varia del 20%...

Fonte: NASA


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