APi Research

home
@-mail
print
Login
Astroparticelle - NewsAPi News
logo

Andamento dei raggi cosmici 2016-2018

Introduzione

In questa pagina viene riportata la tendenza dei raggi cosmici a terra, da ottobre 2016 ad oggi (04.2018). I dati sono stati prelevati dal rivelatore JUNG (Svizzera) appartenente alla rete mondiale di rivelatori di neutroni NMDB e da un rivelatore di muoni AMD5 (Tradate) della rete di ADA.

I dati di AMD5 sono stati messi a confronto con i dati ambientali: temperatura e umidità, non è stato invece possibile (almeno finora) reperire i dati storici della pressione atmosferica.

Come noto, il flusso dei raggi cosmici misurato a terra è variabile, ed è guidato prevalentemente da due fenomeni: il ciclo solare nello spazio e la modulazione dovuta a diversi processi in atmosfera.
Le particelle cosmiche a loro volta influenzano diversi parametri atmosferici e ambientali, ad esempio sono fonte di isotopi radioattivi, contribuiscono alla produzione delle nuvole e influenzano lo sviluppo della vita sul nostro pianeta.

La tendenza dei raggi cosmici

Oltre a osservare la tendenza, il lavoro didattico di analisi è servito per mettere in risalto la relazione tra i parametri ambientali e il flusso di raggi cosmici carichi (muoni) misurato.

Il primo grafico mostra i quattro parametri presi in considerazione, durante il periodo ottobre 2016 - ottobre 2017 che sono:

  • I dati dei neutroni cosmici registrati dal rivelatore JUNG
  • I dati dei muoni registrati dal rivelatore AMD5
  • Temperatura
  • Umidità

Raggi cosmici, temperatura e umidità a confronto (10.2016 - 10.2017)

 

 

L'insieme di questo grafico non è molto esplicativo quindi vediamo le singole componenti di seguito, iniziando dal rivelatore JUNG:

I dati del rivelatore dello Jungfrau in un anno solare (10.2016 - 10.2017).

 

 

I dati esprimono l'andamento dei neutroni cosmici giorno per giorno (conteggi al secondo), la linea nera smussata è la tendenza 'media' del mese (media mobile 9%). I dati dei rivelatori NMDB, in questo caso sono normalizzati per la pressione atmosferica quindi variano prevalentemente in funzione del flusso dei raggi cosmici, significa che i parametri atmosferici non influenzano di molto i risultati nel flusso registrato.

Questo grafico da solo evidenzia che ci sono diverse variazioni nel corso di un anno, da notare il picco negativo prodotto dal solar flare di settembre), la tendenza generale dei raggi cosmici sembra diminuire molto verso la fine del plot.

 

Analisi di regressione dello JUNG

 

 

In effetti il grafico qui sopra conferma che nel periodo preso in esame il flusso delle particelle cosmiche è visibilmente in diminuzione.

 

Veniamo ora ai dati del rivelatore di muoni AMD5:

 

Analisi dei dati registrati durante il periodo ottobre 2016 - ottobre 2017
tramite il rivelatore AMD5.

 

 

In questo caso i dati esprimono l'andamento dei muoni giorno per giorno (conteggi al minuto), la linea nera smussata è sempre la tendenza 'media' del mese (media mobile 9%). I dati dei rivelatori di ADA non sono normalizzati per i parametri atmosferici, quindi prevalentemente variano in funzione del flusso dei raggi cosmici, ma possono essere modulati dai valori di temperatura, pressione e umidità. In generale comunque la genesi dei muoni è diversa da quella dei neutroni, e rispondono a caratteristiche differenti.

Anche questo grafico comunque evidenzia che ci sono diverse variazioni nel corso di un anno, le cose principali che si possono notare sono: i picchi elevati intorno al giorno 20, in cui il loro valore supera di quasi 4 volte sigma (la deviazione standard), sicuramente prodotti da raggi cosmici di energia particolarmente elevata; una specie di concavità appare tra il giorno 200 e il giorno 350 circa (giugno-settembre); anche qui il solar flare di settembre è rappresentato da un picco negativo.
La tendenza generale dei raggi cosmici sembra diminuire molto verso la fine del plot.

 

Analisi di regressione dell' AMD5

 

L'analisi della regressione semplice conferma la tendenza fortemente negativa per il flusso dei raggi cosmici.

 

Il balletto cosmico

Vediamo ora il flusso in funzione dei parametri ambientali, iniziando a mettere a confronto raggi cosmici e temperatura. Per evidenziare meglio l'andamento si è ricorsi a un espediente statistico di normalizzazione. In questo caso è stata plottata la variazione in percentuale rispetto alla media che pertanto assume il valore zero. Un altro metodo utilizzabile in questi casi è quello dello Z-score con cui è possibile confrontare serie di dati di natura diversa (vedere box a lato).

 

Relazione tra temperatura e muoni

 

 

In questo caso il grafico è abbastanza eloquente, la temperatura nel corso dell'anno segue un andamento sinusoidale (in realtà nella fase centrale sembra comparire una sorta di armonica), i raggi cosmici rispondono al variare della temperatura con un effetto opposto. Questo balletto cosmico sembra spiegare la concavità osservata in precedenza. Come avevamo già riportato su queste pagine, la temperatura influisce sul flusso di particelle tramite due distinti e opposti processi.

1.Nei periodi estivi la massa di aria si espande più in alto, ne consegue che i muoni vengono prodotti a quote più alte ed essendo assorbiti prima, la loro intensità diminuisce (Blackett 1938).

2.Con l'aumento della temperatura la densità dell'aria diminuisce, i pioni (che sono i maggiori progenitori dei muoni) tendono a decadere spontaneamente (in muoni) piuttosto che interagire con le molecole di ossigeno o azoto.

In questa osservazione prevale il primo processo.

 

Umidità

Se l'andamento tra muoni e temperatura era già percepibile nel grafico di apertura, la stessa cosa non si può dire per quanto riguarda l'umidità:

 

Relazione tra umidità e muoni

 

Qui a vista è difficile scorgere una relazione, sembra tuttavia che alcuni picchi in aumento per l'umidità corrispondono ai picchi di aumento per i raggi cosmici. Non resta che condurre un'analisi statistica di correlazione:

 

Analisi di crosscorrelation

 

Il risultato di questa tabella dice che i grafici seguono un andamento simile, muoni e umidità in pratica vanno di pari passo con anche un ritardo di un giorno o più giorni per i muoni rispetto all'umidità, sembra che in qualche modo il livello di umidità dell'aria incide sul flusso di muoni misurato.

 

Conclusione

Come abbiamo visto, il flusso dei raggi cosmici è influenzato da quello che è definito effetto stagionale, a questo punto per cercare di ottenere la tendenza dei raggi cosmici, indipendente dai parametri atmosferici, dobbiamo cercare di eliminare tale effetto. Si tratta di un lavoro di normalizzazione tuttaltro che semplice, per questo motivo abbiamo lasciato fare questa attività in automatismo al software di analisi, di cui il risultato più soddisfacente sembra essere il seguente:

 

 

L'andamento ora ricalca più similmente quello del rivelatore di neutroni dello JUNG (preso come riferimento) e non è necessario fare altre analisi per osservare che il flusso nell'ultimo anno è sicuramente in discesa.

Per concludere di seguito l'aggiornamento da ottobre 2017 ad aprile 2018 utilizzando sempre i dati di JUNG:

 

I dati dello JUNG (10.2017-04.2018)

 

Apparentemente l'andamento del grafico - prelevato direttamente dal sito di NEST - sembra essere lineare, un'analisi più accurata rivela che i raggi cosmici in questo periodo sono in leggero rialzo. Osservare il flusso e la tendenza dei raggi cosmici è un metodo per osservare l'attività magnetica solare e tentare anche di prevedere l'andamento del ciclo periodico del Sole che ora si trova nella sua fase di quiete.

M.A.

 

I dati meteorologici sono stati forniti dalla stazione meteo ARPA - Regione Lombardia - di Saronno (VA)

I dati dello JUNG sono stati forniti da: NMDB database (www.nmdb.eu), founded under the European Union's | FP7 programme (contract no. 213007) | Jungfraujoch neutron monitor data were kindly provided by the Physikalisches Institut, University of Bern, Switzerland.

I dati di AMD5 sono stati forniti da: ADA - Astroparticle Detectors Array

 

 

 

 

 


To the top

Astroparticelle - schegge per lo sviluppo della conoscenza...


⚛ In primo piano

11°  International Cosmic Day (Martedì 22 Novembre 2022)

L'istituto DESY quest'anno rinnova l'appuntamento con l'undicesima giornata cosmica internazionale. Lo scopo della manifestazione rimane quello di fare scoprire il mondo dei raggi cosmici, per cui l'unica cosa importante è discutere sulle particelle cosmiche ed eventualmente organizzare qualsiasi progetto in assoluta libertà. Si può pensare a lezioni in presenza, masterclass, classi didattiche in modalità a distanza, video conferenze etc.

Da qualche anno, la partecipazione non richiede nemmeno la necessità di utilizzare un proprio rivelatore (sempre preferibile), in quanto si possono recuperare dati appositamente preparati online. Da questa pagina si può trovare qualche idea per la propria attività: https://icd.desy.de/activities/


Misure sui raggi cosmici al passo del Furka 22.08.2022

Il passo del Furka è una rinomata località della svizzera tedesca, location del film "Goldfinger" della serie James Bond 007 interpretato da Sean Connery (1964). Il passo si trova in una stupenda cornice alpina collegato col passo del Grimsel e del San Gottardo. Sulla cima del Furka, il ghiacciaio del Rodano alimenta l'omonimo fiume e il fronte del ghiacciaio è caratterizzato da una grotta artificiale, l'Ice Grotto che dà la possibilità di immergersi letteralmente sotto alla superficie del ghiacciaio. Questa è una postazione ideale per fare particolari misure sulla radiazione cosmica...


rivelatore di muoni

I dati statistici di un intero anno di osservazione col rivelatore AMD5

(impostato nella sua modalità più selettiva)

Summary Statistics for AMD5

Count 367
Average 0.762879
Standard deviation 0.13882
Coeff. of variation 18.1969%
Minimum 0.533898
Maximum 1.31594
Range 0.782042



News dal Mondo


CRPropa3: simulatore di raggi cosmici nello spazio

Un gruppo di ricerca internazionale ha sviluppato un programma per computer in grado di simulare il trasporto di raggi cosmici nello spazio. I ricercatori sperano che questo li aiuterà a risolvere il mistero delle sorgenti dei raggi cosmici. Finora, non sappiamo quali oggetti celesti emettano la radiazione ad alta energia che colpisce la Terra dallo spazio. I modelli teorici sono utili per tentare di spiegare i dati sperimentali. Il software è stato descritto nel "Journal of Cosmology and Astroparticle Physics", da un team di ricercatori della Ruhr-Universität Bochum (RUB) e pubblicato online il 12 settembre 2022.

CRPropa3


Il Microcosmo chiude

Il 18 settembre "Microcosm" chiuderà definitivamente i battenti in preparazione del nuovo progetto di punta del CERN, Science Gateway, che aprirà nel 2023. La prima mostra permanente in loco al CERN è stata una finestra sul Laboratorio di ricerca, riflettendo il desiderio di condividere la storia del CERN e di ispirare le future generazioni di scienziati. Microcosm è stato uno spazio espositivo del CERN e un centro di sensibilizzazione negli ultimi 32 anni.

Fonte: CERN




☄ Il libro Astroparticelle

Il libro AstroParticelle

26.09.2013 - Un viaggio scientifico tra i raggi cosmici raccontato attraverso la storia, le invenzioni i rivelatori e gli osservatori; senza trascurare gli effetti che essi producono coinvolgendo numerose discipline scientifiche tra cui astrofisica, geofisica e paleontologia.

Libro


Argomenti correlati

Il metodo dello Z-score per standardizzare le osservazioni:

Esempio di applicazione:


Area riservata

Accedi | Registrati

x

Iscriviti

Per ricevere aggiornamenti periodici inviaci la tua email.

oppure registrati

Questo modulo serve solo come iscrizione alle newsletter, per accedere all'area riservata è necessario registrarsi.

INFN

CERN LHCF

supernova alert

EOS

supernova alert