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Muoni in mostra

Rivelatori di muoni durante fiere e mostre

Nel periodo estivo si susseguono spesso eventi e sagre di paese, a cui si può partecipare per portare la scienza tra la gente comune. Di seguito si vogliono condividere alcuni pensieri maturati da esperienze passate, durante la partecipazione a manifestazioni di vario tipo, col tentativo di valutare il rapporto sforzo/risultato, in particolare di fronte a un pubblico generico. Questo può essere anche un aiuto nel caso di allestimento di stand scientifici per cercare di prevedere cosa può funzionare e cosa si può evitare.

Durante mostre scientifiche collettive e soprattutto alle fiere di paese si tenta di portare la scienza a livello popolare, ma il riscontro non sempre è quello atteso. Tra le persone, chi ha una curiosità scientifica innata è automaticamente attratto e incuriosito da qualsiasi iniziativa esposta, quindi partecipa, fa domande, interagisce, ma questa parte di individui è una percentuale piccolissima. Chi invece non ha alcuna conoscenza o inclinazione scientifica è difficile che possa rimanere coinvolto da cose troppo "incredibili" e inconsuete come i raggi cosmici. Il compito di un divulgatore di fronte a un pubblico eterogeneo pertanto non è per niente semplice. In circa un decennio abbiamo realizzato diversi rivelatori ed esperimenti, alcuni di essi sono stati esposti a conferenze, mostre ed eventi vari.

Alcuni rivelatori firmati "Astroparticelle"

Millikan's bomb
AMD5-s una versione speciale di AMD5
AMD6 primo prototipo a valigia
AMD8 NESTORE (prototipo per razzo atmosferico)
AMD12SM per voli aerei
Camera a nebbia di Wilson
AMD13
Un tricorder per beta, gamma e muoni

Mostre

Per le mostre astronomiche o comunque di indirizzo scientifico, non ci sono grossi problemi perchè chi le frequenta generalmente conosce questi ambienti e sa cosa aspettarsi, o comunque rientra nella categoria di persone interessate alla scienza. Le persone però, da una mostra si attendono uno standard comune a quello dei musei o delle esposizioni moderne, dove i classici poster sono sostituiti da monitor interattivi o pannelli luminosi, alternati da classici allestimenti. Dal punto di vista economico allestire una mostra di questo tipo l'impegno non è indifferente.

Fiere

Per quanto riguarda fiere o eventi di paese, bisogna purtroppo sottolineare che i cartelli con testi che superano le dieci parole non vengono letti, per cui qualsiasi introduzione all'argomento scritta sarebbe inutile. Questo è un grosso problema poichè mentre il telescopio ottico è conosciuto da tutti, e di fronte ad esso gni persona sa cosa deve fare, il telescopio di muoni è conosciuto al pari di un cromatografo, quindi uno lo guarda, alza le spalle e continua la sua passeggiata.

Per cercare di migliorare il "primo contatto", i rivelatori sono stati spesso collegati a lampade, spie luminose, impianto audio... in questo caso le persone sono sicuramente incuriosite e si avvicinano al banco, ma non leggendo, non possono comprendere cosa hanno di fronte e anzi, alcuni si improvvisano esperti spiegando all'amico cos'è l'oggetto esposto, in questo caso si assiste anche a curiose e divertenti interpretazioni. Naturalmente ci deve esssere sempre personale di supporto che spieghi gli argomenti ai più interessati, tuttavia non è nemmeno pensabile di incaricare un addetto col compito di speaker per una giornata intera, sarebbe un lavoro estenuante che a fine giornata condurrebbe a manifestazioni suicide.

Rivelatori di muoni in mostra

Stand sui raggi cosmici in una fiera di paese
Particelle 'in cuffia' associate a un segnale luminoso
Prova di ALFMED al termine di una conferenza
Particelle e raggi cosmici durante un evento scolastico
Prova di ALFMED
Rivelatore collegato a un sistema audio che spara particelle (riso) in una sfera trasparente
Una calcolatrice conta in tempo reale il numero di muoni catturati
Diversi rivelatori di muoni durante una manifestazione scientifica di un liceo
Raggi 'visibili e invisibili' alla Primaria
Raggi cosmici, gamma e X alla Primaria
Telescopi e rivelatori alla fiera di Tradate
Un palloncino carica l'elettroscopio di Hess (Wulf)

Comunque anche alle conferenze su temi specifici generalmente i rivelatori sono praticamente ignorati, forse perchè sarebbe al pari di portare un bisturi laser a un convegno medico. Un medico lo conosce bene, quindi perchè dovrebbe soffermarsi? A meno che lo scopo non sia quello di vendere gli strumenti, come telescopi o altro, ma questa è un altra storia.

In sostanza è difficile trovare la giusta ricetta per divulgare questa materia, vincono sicuramente le cose più semplici ed esposte nel modo più chiaro possibile. La cosa migliore sarebbe un espositore auto-esplicativo e interattivo, ad esempio al museo MUSE di Trento è esposta una camera a scintille, non funzionante, nessuno sa cosa sia (nonostante sia ben spiegato) quindi se non funziona a chi importa? Però di fronte c'è un pannello con una specie di cabina che fotografa il visitatore in compagnia dei raggi cosmici e invia una email a qualsiasi indirizzo desiderato.

Questo credo che sia un esempio molto valido da imitare e replicare perchè coinvolge, consapevolizza sulla realtà di base dei raggi cosmici e lo fissa nella memoria tramite la email che verrà letta più tardi.

Lo sforzo da parte delle associazioni e dei suoi volontari a organizzare e partecipare a queste manifestazioni è davvero enorme, questo è poco compreso dai visitatori, ma nonostante tutto si partecipa sempre volentieri a questi eventi, perchè basta l'attenzione dimostrata da un piccolo gruppo, o lo stupore di un singolo individuo per appagare lo sforzo di una giornata.

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News dal Mondo


A caccia di "elfi" in Argentina 12.06.2020

Potenti fulmini che trasportano più di 100 kA di corrente possono generare anelli di luce in espansione alla base della ionosfera a circa 85 chilometri dalla superficie terrestre. Queste manifestazioni elettromagnetiche sono state chiamate "elfi" e sono state avvistate per la prima volta dallo space shuttle nel 1989. L'osservatorio di raggi cosmici Auger in Argentina sta aiutando gli scienziati a studiare questi fenomeni attraverso i suoi telescopi a luce fluorescente...


Image: Timo Kantola

Fonte: EOS


Muon Monitor in real time



⚛ In primo piano

Astroparticelle.it compie 10 anni!

Era il 19 maggio 2010 quando per qualche misterioso impulso decisi di registrare il dominio "astroparticelle.it" dedicato allo studio sui raggi cosmici. Sono passati solo dieci anni, eppure nel frattempo sono cambiate moltissime cose; dieci anni fa le nozioni sulle particelle cosmiche erano confinate in qualche sintetico paragrafo di pochi libri di astronomia, oppure trattate in pubblicazioni specializzate. In dieci anni si può dire che a livello popolare e scolastico ora questa materia è sicuramente conosciuta. La spinta principale credo sia dovuta al centenario del 2012 che ha rilanciato questi temi a livello popolare e ha alimentato la scrittura di molti articoli e libri, tuttora credo siano quattro i libri in italiano reperibili sui raggi cosmici. Nel 2012 insieme alla spedizione VHANESSA in mongolfiera è stato inaugurato il primo "International Cosmic Day" e nel 2013 è nato il nostro progetto ADA, così questa disciplina scientifica non poteva non dilagare anche in ambito scolastico.


La homepage così come appariva nel 2010.

In questa decade sono stati fatti anche grandi passi in campo tecnologico, basti pensare alle tomografie a muoni, al rilevamento dei raggi cosmici tramite le onde radio o all'utilizzo degli isotopi cosmogenici nel campo della datazione di elementi ed eventi geologici e molto altro. Credo che un piccolo merito sulla divulgazione della fisica dei raggi cosmici sia da attribuire a questo portale, a tutte le persone che vi hanno collaborato e che hanno saputo intuire le potenzialità di questa materia incredibilmente multidisciplinare. Sono davvero molti quelli che hanno contribuito al sito astroparticelle, ai suoi esperimenti e al progetto ADA, persone anzi direi scienziati che dovrei ringraziare uno ad uno, ma che evito di elencare solo per il terrore di dimenticare qualcuno (ma presto ci dovrò provare). Attualmente sono oltre trentotto gli studiosi coinvolti nel progetto ADA e più di cento gli iscritti che ricevono la newsletter annuale.

Per celebrare i dieci anni erano in progetto alcune novità, la situazione COVID-19 ha ovviamente bloccato anche questo, ma il 2020 non è ancora finito e vedremo se nei prossimi mesi sarà possibile recuperare qualcosa...

M.A.



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