Da qualche giorno è in funzione il rivelatore AMD15 costruito circa un anno fa, il quale utilizza due sensori Geiger-Müller relativamente grandi, tipo Si21G (210 x Ø18 mm di superficie utile).

Rivelatore di raggi cosmici AMD15 in funzione.
Questo è il venticinquesimo rivelatore (ID 25) costruito appositamente per la rete del progetto ADA. Come per tutti i detedtor di ADA, AMD15 è, e sarà costantemente in funzione collegato a un PC . Lo strumento utilizza una finestra di acquisizione estremamente selettiva rivelando praticamente solo i muoni cosmici. Questa caratteristica insieme a una discreta superficie di acquisizione, ci permetterà di studiare con maggiore efficienza le relazioni tra Sole, raggi cosmici e clima.
Risultato dell'analisi statistica di una giornata intera (23.07).
Prendendo l'analisi di un giorno a caso, il rivelatore conta in media circa 3 (2.88379) particelle al minuto con un range tra 0 e 10. Il conteggio è limitato proprio per via della grande selettività, infatti il valore è molto simile a quello degli AMD5 (con finestra di acquisizione standard) i quali hanno una superficie di rivelazione quattro volte inferiore.
Plot dei dati in tempo reale del 24.07.2022 dalla rete di ADA.
Questo detector sarà molto utile per i vari studi in corso relativi al progetto ADA che sono a lunga scadenza, sia sull'attività solare, sia sulla meteorologia atmosferica e stratosferica.
Rivelatori AMD5 disponibili 19.09.2026
Durante l'estate sono stati portati a termine due nuovi rivelatori. Il primo è un AMD5 classico, di quelli utilizzati correntemente nel progetto ADA. A differenza dei precedenti modelli, quest'ultimo è equipaggiato con sensori cinesi J305, i quali sono equivalenti agli SBM20 russi utilizzati finora, ma ormai difficilmente reperibili. Il secondo è un nuovo modello di AMD5 (New Edition) che monta schede elettroniche di nuova concezione e sensori più grandi (J306). I sensori di maggiori dimensioni rendono le misure ulteriormente più precise; questo modello è equivalente ad alcuni prototipi precedentemente costruiti come AMD11, AMD15 e AMD16. Il rivelatore è nato seguendo anche i risultati del nostro precedente sondaggio. Oltre alle caratteristiche condivise con i precedenti AMD, l'involucro utilizzato ha lo schermo trasparente con elettronica e sensori a vista. Altri due rivelatori AMD5 sono disponibili essendo stati dismessi da precedente utilizzo e revisionati completamente. Per chi fosse interessato, i rivelatori si possono visionare dalla consueta pagina dedicata: AMD5.

Collisioni protone-ossigeno: alla prova i modelli dei raggi cosmici 18.10.2026
Il CERN mette alla prova le simulazioni dei raggi cosmici. Le collisioni tra protoni e nuclei di ossigeno, studiate dall’esperimento ATLAS al Large Hadron Collider (LHC), riproducono in laboratorio alcuni processi che avvengono quando i raggi cosmici interagiscono con l’atmosfera terrestre. Nel luglio 2025, il CERN ha realizzato queste collisioni per studiare la produzione di particelle secondarie, misurandone il numero, l’energia e la direzione di emissione. I risultati, pubblicati su "Physical Review Letters", mostrano che nessuno dei sette modelli teorici esaminati descrive correttamente tutti gli aspetti delle collisioni. Le misure sperimentali sono oltre dieci volte più precise delle differenze riscontrate tra i modelli. Questi dati potranno contribuire a migliorare le simulazioni degli sciami atmosferici, fondamentali per studiare i raggi cosmici di altissima energia e determinarne la composizione. Un passo importante verso una migliore comprensione delle particelle più energetiche dell’Universo e dei meccanismi che ne governano le interazioni con la materia.

Fonte: Physicsworld
Nobel per la fisica 6.10.2026
L'Accademia Reale Svedese delle Scienze ha deciso di conferire il Premio Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen dell'Università del Wisconsin-Madison, USA «per i contributi decisivi all'Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica». Francis Halzen intuì che il ghiaccio del Polo Sud poteva essere utilizzato per rilevare particelle note come neutrini. La sua visione e la sua leadership scientifica sono state fondamentali per l'IceCube Neutrino Observatory: un chilometro cubo di ghiaccio dotato di sensori di luce. Grazie a IceCube, i ricercatori possono catturare i neutrini provenienti da processi estremamente energetici nell'universo lontano.

Fonte: Nobelprize.org
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