Introduzione
AMD15 è un nuovo prototipo per rivelare i muoni cosmici che utilizza due sensori Geiger-Müller relativamente grandi, tipo Si21G (210 x Ø18 mm di superficie utile). Il rivelatore è stato costruito con lo scopo di valutare questi GMT mai utilizzati in precedenza.
Descrizione
Come per tutti i rivelatori di raggi cosmici ( vedi anche AMD5), si considera come muone (raggio cosmico secondario) solo la particella che attraversa almeno due contatori allineati su di un asse - entro un determinato tempo (finestra di acquisizione) - questo per poter discriminare i ragggi cosmici dalla radioattività naturale, dato che solo i muoni sono così penetranti da poter attraversare molto materiale senza perdere energia in modo apprezzabile.

Rivelatore di raggi cosmici AMD15
Caratteristiche tecniche:
La struttura del detector è stata realizzata tramite profilati di alluminio e l'elettronica è montata direttamente sui tubolari nella parte posteriore. Una pulsantiera permette di modificare alcune impostazioni, come l'esclusione della coincidenza e il tempo di acquisizione dei raggi cosmici su due finestre temporali (una caratteristica comune a tutti i rivelatori AMD). A seconda del tipo di misura desiderata si può selezionare la combinazione più adatta, altri comandi servono per attivare un buzzer, lo spegnimento dei LED e un relè per inviare il segnale dei cosmici a un pannello luminoso o per altri scopi didattici; le impostazioni sono visibili tramite un pseudo-display a LED. AMD15 è predisposto per diversi collegamenti in uscita, ad esempio per collegare computer, data-logger o altri microprocessori.
Il rivelatore è alimentato con un singolo alimentatore da 12 V, per cui è possibile anche il funzionamento a batterie.
AMD15 in funzione
Primi dati
Dopo la messa a punto, lo strumento è stato collegato a un notebook per eseguire un test sulle tre impostazioni principali di registrazione: con la finestra di acquisizione standard C1 (60 ms); con la finestra di acquisizione selettiva C2 (0.2 ms); escludendo del tutto la coincidenza. Rispettivamente le tre impostazioni misurano: prevalentemente raggi cosmici; solo muoni; prevalentemente radioattività naturale. Il risultato dell'analisi è visibile nelle immagini seguenti.
Risultato dell'analisi statistica.
Plot dei risultati nelle tre impostazioni.
Risultati
I GMT di questo modello sono risultati i più sensibili in assoluto tra quelli provati in precedenza (SBM10, SBM19, STS5, SBM20, SI22...), tuttavia la sensibilità si avvicina a quella per i modelli SI22 che in effetti sono solo di qualche centimetro più corti. Con la finestra di acquisizione C1 la media è risultata essere di quasi 33 cpm, da confrontare con la finestra C2 di circa 3 cpm, questo fa pensare che sarà necessario ridurre il tempo di C1, perchè la grande sensibilità dei sensori fa registrare molta (troppa) radiazione ionizzante naturale, non visibile da altri GMT utilizzati con gli stessi parametri. Escludendo la coincidenza infatti il numero di particelle al minuto è risultato essere maggiore di 230 (115 cpm x GMT).
Salvo altre destinazioni, il rivelatore AMD15 sarà impiegato nella rete di rivelatori del progetto ADA.
Rivelatori AMD5 disponibili 19.09.2026
Durante l'estate sono stati portati a termine due nuovi rivelatori. Il primo è un AMD5 classico, di quelli utilizzati correntemente nel progetto ADA. A differenza dei precedenti modelli, quest'ultimo è equipaggiato con sensori cinesi J305, i quali sono equivalenti agli SBM20 russi utilizzati finora, ma ormai difficilmente reperibili. Il secondo è un nuovo modello di AMD5 (New Edition) che monta schede elettroniche di nuova concezione e sensori più grandi (J306). I sensori di maggiori dimensioni rendono le misure ulteriormente più precise; questo modello è equivalente ad alcuni prototipi precedentemente costruiti come AMD11, AMD15 e AMD16. Il rivelatore è nato seguendo anche i risultati del nostro precedente sondaggio. Oltre alle caratteristiche condivise con i precedenti AMD, l'involucro utilizzato ha lo schermo trasparente con elettronica e sensori a vista. Altri due rivelatori AMD5 sono disponibili essendo stati dismessi da precedente utilizzo e revisionati completamente. Per chi fosse interessato, i rivelatori si possono visionare dalla consueta pagina dedicata: AMD5.

Nobel per la fisica 6.10.2026
L'Accademia Reale Svedese delle Scienze ha deciso di conferire il Premio Nobel per la Fisica 2026 a Francis Halzen dell'Università del Wisconsin-Madison, USA «per i contributi decisivi all'Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica». Francis Halzen intuì che il ghiaccio del Polo Sud poteva essere utilizzato per rilevare particelle note come neutrini. La sua visione e la sua leadership scientifica sono state fondamentali per l'IceCube Neutrino Observatory: un chilometro cubo di ghiaccio dotato di sensori di luce. Grazie a IceCube, i ricercatori possono catturare i neutrini provenienti da processi estremamente energetici nell'universo lontano.

Fonte: Nobelprize.org
Aggiornamento da AMS sui modelli teorici dei raggi cosmici 30.09.2026
A bordo della Stazione Spaziale Internazionale dal 2011, lo spettrometro AMS ha analizzato oltre 260 miliardi di eventi, esaminando lo spettro di 20 elementi di raggi cosmici. I nuovi dati pubblicati su Physical Review Letters dividono la radiazione cosmica in quattro classi distinte — due primarie e due secondarie —, smentendo i modelli teorici attuali. L'analisi recente di elementi come fosforo, cloro, argon, potassio e calcio rivela come anche i raggi secondari si dividano in due classi basate sulla rigidità. Inoltre, gli elementi con numero atomico pari come argon e calcio risultano più abbondanti rispetto ai vicini dispari come fosforo, cloro e potassio. Con un upgrade previsto per il 2027, l'AMS continuerà a studiare materia oscura e antimateria.

Fonte: CERN Courier
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