APi Devices

home
@-mail
print
Login
Astroparticelle - NewsAPi News
logo

Rivelatore di raggi cosmici AMD5 con tablet windows

La velocità con cui si sviluppa la tecnologia è evidente, ma solo poche decadi fa non era semplice pensare che un giorno sarebbe stato possibile racchiudere un intero computer in un pacchetto di sigarette (Raspberry-Pi ) o in un telefono; nemmeno era semplice immaginare che alcuni dispositivi presenti solo in telefilm di fantascienza (i pad di Star Trek) sarebbero divenuti di utilizzo comune oggi e che sarebbero stati utili, se applicati a strumenti particolari come i nostri rivelatori di raggi cosmici.
In questi giorni abbiamo provato il rivelatore AMD5 collegato a un comune tablet con sistema operativo Windows, sia con connessione USB sia tramite connesione wireless BlueTooth.

tar trek mobile devices

I dispositivi mobili di Star Trek

 

Tablet e Windows 10

Il software AstroRad che acquisisce i dati dai rivelatori AMD5 è nato nel 2012 con piena compatibilità per Windows Xp e 7 (compresa la meno fortunata versione Vista). Nel corso di questi ultimi anni il software è stato utilizzato con diversi p.c. e con diversi sistemi operativi (da Xp a 8), in questi giorni abbiamo verificato che AstroRad funziona anche con l'ultima versione di casa Microsoft: Windows 10.

tablet rivelatore di raggi cosmici

 

Le prove sono state effettuate con un tablet di fascia economica (costo inferiore ai 50 euro). Il fatto di poter utilizzare un tablet rende il sistema molto comodo e versatile, il dispositivo mobile si collega in rete via Wi-Fi, questo rende il sistema rivelatore-pc molto portatile (pensiamo alle scuole) tanto da poter pensare in futuro di integrare un tablet nel rivelatore stesso.Un'alternativa di questo tipo era già stata presa in considerazione guardando a soluzioni simili come i noti Arduino e Raspberry-Pi, purtroppo mai messa in pratica per diversi problemi. A questo punto però la comodità e il costo inferiore dei tablet fa passare in ombra quelle soluzioni.

Il software AstroRad funziona anche con la versione 10 di Microsoft.

 

Le prove:

Il tablet è stato provato sia con connessione BlueTooth, collegato al rivelatore a forma di piramide (CHEPHREN) sia al rivelatore AMD5 con connessione USB. A parte alcuni problemi con le autorizzazioni di sistema, Windows 10 sembra essere un buon sistema operativo, in entrambi i casi, i dispositivi sono stati immediatamente identificati (per la connessione USB è necessario installare un driver, vedi pagina di AtroRad) e dal pannello "dispositivi collegati" di Windows si può immediatamente vedere il numero di porta (com) assegnato al dispositivo stesso senza dover indagare nei meandri del sistema (come succedeva per i precedenti s.o.).

Va detto subito che la connessione bluetooth genera latenza (ritardi), in termini pratici significa che in caso di una sequenza rapida di eventi, qualche particella viene persa; questo è un problema in parte proprio del tipo di connessione e in parte del sistema di trasmissione adottato, quindi per fare misure raffinate è sempre meglio utilizzare il cavo USB.

Astrolandia 2016 di Comerio (Va) che ha ospitato il rivelatore CHEPHREN

 

 

Il tablet winpad W700 comunica in wireless con la piramide CHEPHREN.

Funzionamento:

I tablet equipaggiati con Win 10 possono funzionare in modalià tablet o in modalità p.c., per il funzionamento del sistema è sicuramente da scegliere la modalità p.c. e quindi la gestione per funzionamento è identica a quella di un qualsiasi computer.


Il tablet Mediacom winpad W700 utilizzato nelle prove.

 

Nello specifico il tablet utilizzato per le prove ha due limiti:

Il problema principale è la risoluzione video che non va oltre i 600 pixel verticali, questo fa in modo che la finestra del software viene tagliata nella parte inferiore. Fortunatamente i comandi principali di AstroRad sono nella parte superiore e durante le prove non ci sono state grosse difficoltà, tuttavia per un utilizzo reale sarebbe più utile avere una risoluzione video superiore. Dalle impostazioni di Windows (apparentemente) non c'è modo di risolvere il problema, per cui nella peggiore delle ipotesi si può pensare a una prossima versione di AstroRad dedicata.

Il secondo problema è la porta USB che è una soltanto (versione micro-USB) e serve anche per ricaricare la batteria interna del tablet. Questo ostacolo è stato però superato acquistando un Host-Hub (micro-USB) con tre porte supplementari (vedi immagine a lato), così si può collegare tastiera, mouse, rivelatore di raggi cosmici e contemporaneamente tenere sotto carica la batteria.

Un ultimo appunto può essere fatto sulla dimensione dello schermo che essendo piccolo non è certo indicato per visualizzare dati e grafici a gruppi di persone, in questi casi però il segnale video può essere inviato tramite Wi-Fi su un monitor esterno.

 

Il tablet collegato all'AMD5 dell'Osservatorio Astronomico di Tradate

Conclusioni

Il tablet può essere un'ottima soluzione per gestire i rivelatori in diverse occasioni, come durante mostre e open-day. Nel caso del progetto ADA in particolare potrebbe essere un'ottima alternativa al classico computer, sia per questioni di ingombro, sia per i costi di acquisto e di consumi.

Il BlueTooth ha dato prova di ottimo funzionamento e risolverebbe l'eliminazione del cavo di connessione tra pc e rivelatore, l'acquisizione dei dati del rivelatore è però affidata al computer e i ritardi di trasmissione non sono ammissibili, quindi l'unica attuale alternativa è la connessione USB. Questo comunque ci ha suggerito uno sviluppo futuribile che prevederebbe l'acquisizione dei dati tramite microprocessore e il trasferimento dei medesimi via BlueTooth al dispositivo mobile o al computer.

Tutte le considerazioni fatte per il tablet probabilmente valgono anche per gli smartphones con s. o. windows 10.

 

Prova del tablet collegato con diversi rivelatori della serie AMD.

 

 


To the top

Astroparticelle - schegge per lo sviluppo della conoscenza...


rivelatore di muoni

⚛ In primo piano

Astroparticelle.it compie 10 anni!

Era il 19 maggio 2010 quando per qualche misterioso impulso decisi di registrare il dominio "astroparticelle.it" dedicato allo studio sui raggi cosmici. Sono passati solo dieci anni, eppure nel frattempo sono cambiate moltissime cose; dieci anni fa le nozioni sulle particelle cosmiche erano confinate in qualche sintetico paragrafo di pochi libri di astronomia, oppure trattate in pubblicazioni specializzate. In dieci anni si può dire che a livello popolare e scolastico ora questa materia è sicuramente conosciuta. La spinta principale credo sia dovuta al centenario del 2012 che ha rilanciato questi temi a livello popolare e ha alimentato la scrittura di molti articoli e libri, tuttora credo siano quattro i libri in italiano reperibili sui raggi cosmici. Nel 2012 insieme alla spedizione VHANESSA in mongolfiera è stato inaugurato il primo "International Cosmic Day" e nel 2013 è nato il nostro progetto ADA, così questa disciplina scientifica non poteva non dilagare anche in ambito scolastico.


La homepage così come appariva nel 2010.

In questa decade sono stati fatti anche grandi passi in campo tecnologico, basti pensare alle tomografie a muoni, al rilevamento dei raggi cosmici tramite le onde radio o all'utilizzo degli isotopi cosmogenici nel campo della datazione di elementi ed eventi geologici e molto altro. Credo che un piccolo merito sulla divulgazione della fisica dei raggi cosmici sia da attribuire a questo portale, a tutte le persone che vi hanno collaborato e che hanno saputo intuire le potenzialità di questa materia incredibilmente multidisciplinare. Sono davvero molti quelli che hanno contribuito al sito astroparticelle, ai suoi esperimenti e al progetto ADA, persone anzi direi scienziati che dovrei ringraziare uno ad uno, ma che evito di elencare solo per il terrore di dimenticare qualcuno (ma presto ci dovrò provare). Attualmente sono oltre trentotto gli studiosi coinvolti nel progetto ADA e più di cento gli iscritti che ricevono la newsletter annuale.

Per celebrare i dieci anni erano in progetto alcune novità, la situazione COVID-19 ha ovviamente bloccato anche questo, ma il 2020 non è ancora finito e vedremo se nei prossimi mesi sarà possibile recuperare qualcosa...

M.A.


Conferenza streaming online 25.05.2020 ore 21.00

Il ruolo dei raggi cosmici nello studio di pianeti e meteoriti
Rel. Marco Arcani

Particelle subatomiche generate dalle stelle si diffondono nello spazio, sono chiamate astro-particelle o raggi cosmici. La fisica dei raggi cosmici è una scienza multidisciplinare che negli ultimi decenni ha visto una rapida evoluzione in molti dei suoi settori, come quello della datazione degli elementi. Le raffinate analisi di laboratorio abbinate ai modelli di intelligenza artificiale permettono oggi di ottenere risultati molto più precisi rispetto a qualche decina di anni fa. I raggi cosmici come proiettili bombardano perennemente l’atmosfera e modificano gli elementi chimici che incontrano in aria e al suolo. Il carbonio radioattivo o C-14 è l’isotopo più noto creato dalle particelle cosmiche, con questo elemento si possono datare i reperti organici, cioè quelli “viventi” come tessuti naturali, opere in  legno ed esseri del regno animale. Esistono tanti altri elementi prodotti dai raggi cosmici che permettono oggi di datare le rocce e gli eventi geologici e climatici nel passato. Ma c’è molto di più, coi neutroni cosmici possiamo sapere se il suolo dei pianeti che studiamo contiene l’essenza della vita, ovvero l’acqua. Le meteoriti invece ci raccontano la storia del sistema solare attraverso la scrittura delle particelle cosmiche incise nella loro intima natura. La radiazione cosmica che può essere letale per le forme di vita, mostra anche la sua faccia opposta andando a seminare elementi utili alla creazione di un’atmosfera e un ambiente adatto per la formazione di vita primordiale a base di carbonio. Questo è quello che si osserva nelle atmosfere di pianetini del sistema solare come Titano (il satellite maggiore di Saturno) e nei pianeti extrasolari simili alla Terra.





Muon Monitor in real time



Tips

mini hub usb

Mini hub micro-USB con tre porte ausiliari, permette di collegare il rivelatore AMD5 con altri dispositivi USB e contemporaneamente ricarica la batteria del tablet.

mobile device

Un "tablet" degli anni novanta.



Il libro AstroParticelle

26.09.2013 - Un viaggio scientifico tra i raggi cosmici raccontato attraverso la storia, le invenzioni i rivelatori e gli osservatori; senza trascurare gli effetti che essi producono coinvolgendo numerose discipline scientifiche tra cui astrofisica, geofisica e paleontologia.

Libro


Area riservata

Accedi | Registrati

x

Iscriviti

Per ricevere aggiornamenti periodici inviaci la tua email.

oppure registrati

Questo modulo serve solo come iscrizione alle newsletter, per accedere all'area riservata è necessario registrarsi.

INFN

CERN LHCF

supernova alert

EOS

supernova alert