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In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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25/09/2017
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In primo piano:

Eruzione solare, raggi cosmici ed effetto Forbush

Attualmente il Sole sta progressivamente diminuendo la sua attività periodica (di circa 11 anni) e si sta avviando verso la fase di quiete in cui il minimo di attività dovrebbe essere centrato a cavallo del 2019. In questo periodo tipicamente aumentano i buchi coronali (attività elettromagnetiche simili alle macchie solari ma prodotte sulla corona del Sole anzichè sulla fotosfera) e di solito le eruzioni solari diminuiscono come frequenza, ma quelle rare possono essere molto intense, questo è proprio il caso dell'evento avvenuto il 6 settembre 2017. La cosa interressante -dal nostro punto di vista - è che si nota una leggera diminuzione dei raggi cosmici, anche in tutti i rivelatori AMD5 della rete di ADA in funzione durante questo periodo...

Contributo all'eclisse di Sole del 21 agosto 2017

Ci può essere qualche relazione tra il flusso dei raggi cosmici misurati a terra e un'eclisse di Sole? Sembra una domanda banale, in quanto la Luna è solamente un granello di sabbia che si interpone tra il Sole e la Terra (e lo fa sempre anche senza eclissi) e per i raggi cosmici che provengono dal cosmo in maniera isotropica, la sua influenza è praticamente inesistente...

   

SPACE4LIFE e RADIO SHIELD

Tre studenti italiani (Altea Nemolato, Mattia Barbarossa e Dario Pisanti) che formano la squadra Space4Life hanno vinto il concorso mondiale Lab2Moon, che permetterà di lanciare il loro esperimento Radio Shield sulla Luna. L'esperimento di carattere "educational science", consiste in un apparato autocostruito che ha lo scopo di trovare un modo efficace per proteggere gli astronauti dalle radiazioni ionizzanti del cosmo.


   

L'assorbimento dei raggi cosmici nella materia

Le particelle dei raggi cosmici che attraversano un mezzo qualsiasi (siano aria, acqua, roccia o altro) perdono progressivamente energia. Nel 1929 lo scienziato russo Skobeltzyn, per primo osservò che durante il passaggio dei raggi cosmici poteva essere prodotta radiazione secondaria nella materia. Bruno Rossi studiò approfonditamente questo fenomeno con il suo celebre esperimento con tre tubi Geiger-Müller (GMT) fuori asse. Da diverso tempo eravamo curiosi di sapere quanta materia è necessaria per assorbire sufficiente energia dai raggi cosmici, tale da mostrare una sensibile diminuzione nei dati misurati dai nostri rivelatori a tubi GMT, AMD5...

   

 

News:

22.09.2017 L'osservatorio di raggi cosmici Auger pubblica i risultati di una ricerca su Science.

Utilizzando un campione di circa 30000 raggi cosmici con energia superiore a 8 × 1018 eV (oltre 1,2 Joule), i collaboratori di Auger in Argentina sono venuti a capo di uno dei problemi più discussi: i raggi cosmici provengono solo dall'interno della nostra Galassia?
Identificare la direzione di provenienza delle particelle cosmiche è sempre stato uno dei più grossi problemi, sia perchè gli eventi sono rari, sia perchè le particelle vengono deviate dai campi magnetici e diffuse da altre interazioni.
Questa ricerca dimostra senza dubbi che a tali energie le particelle provengono da sorgenti extragalattiche, rimane però sempre ignota l'origine che come punto caldo (nell'emisfero Sud) è stato individuato ad ascensione retta 100° e declinazione -24° e si estende su un'ampiezza pari al 6,5% del cielo.

Fonte: Phys.org/Science


   

6.09.2017 Confronto tra i dati di RAD e i modelli di calcolo per la radiazione cosmica su Marte

RAD è uno strumento a bordo del rover Curiosity che dal 6 agosto 2012 indaga la superficie di Marte dal punto di vista radioattivo. RAD misura la radiazione cosmica prodotta da diverse particelle subatomiche, ora sono stati confrontati i dati ottenuti dallo strumento con i dati previsti da diversi modelli di calcolo. I risultati indicano alcune discrepanze, ma il lavoro è importante per la comprensione dell'ambiente marziano in previsione di un futuro viaggio spaziale. Senza entrare in dettagli tecnici, ad esempio la dose equivalente prevista dai modelli varia da 473 μSv/d  a 689 μSv/d (micro Siviert/giorno) si può confrontare con i 610 ± 45 μSv/d misurati dal RAD.
Fonte: Elsevier

A livello pratico questo livello di radioattività assorbita, come ordine di grandezza si può equiparare in questo modo:

- Ogni giorno su Marte equivale alla radiazione di una mammografia al giorno.
- 10 giorni su Marte equivalgono a una passeggiata di un'ora nell'area contaminata di Chernobyl (nel 2010).
- Ogni giorno su Marte equivale alla radiazione dovuta ai raggi cosmici assorbita per un anno intero sulla Terra.

M.A.


18.08.2017 Un nuovo modello per spiegare i raggi cosmici di altissima energia

Lo spettro di energie dei raggi cosmici si estende indicativamente dai GeV (Giga-elettronVolt) fino agli EeV (Exa-elettronVolt), particelle con energie fino a 1015 eV sono spiegate come prodotte dall'accelarazione delle esplosioni di supernove, sopra a quella soglia la spiegazione è frutto di speculazioni, ma l'unica teoria ancora valida oggi è quella elaborata da Enrico Fermi e chiamata accelerazione di Fermi di II ordine: brevemente, particelle confinate in una bolla magnetica possono rimbalzare all'interno e progressivamente guadagnare elevatissima energia tale da sfuggire alla bolla stessa.

Nel 2010 alcuni astronomi utilizzando il telescopio per raggi gamma Fermi-GLAST della NASA hanno osservato gigantesche caratteristiche bolle di gas che sembrano propagarsi dal nucleo della Via Lattea. Queste palle simmetriche che si estendono sopra e sotto il piano galattico sono state (inevitabilmente) chiamate "Fermi Bubbles" e sono costituite da nubi di gas che si estendono per circa 30.000 anni luce sia sopra, sia sotto il piano della nostra galassia. Le "bolle di Fermi" sono costituite da emissioni a raggi gamma e raggi X di altissima energia, quindi invisibili a occhio nudo.

Non è chiaro se queste "Fermi Bubbles" abbiano qualcosa a che fare con le bolle magnetiche ipotizzate da Fermi, in quanto la loro natura è sempre stata un mistero. 

Ora un team di scienziati russi e cinesi ha elaborato un nuovo modello per spiegare la presenza di raggi cosmici di altissima energia.

Utilizzando i dati del telescopio per raggi gamma Fermi-GLAST e ipotizzando la presenza di un buco nero al centro della Galassia, gli scienziati pensano che le bolle sarebbero create dall'interazine della materia stellare precipitata nel buco nero. Secondo il loro modello, raggi cosmici, in particolare protoni con energia di 1015 eV che attraversino le bolle di Fermi possono subire una re-accelerazione fino a valori di altissima energia. Lo spettro di energie prodotto dal loro modello mostra un estrema somiglianza con i dati osservati per particelle da 3×1015 a 1018 eV.

Fonte: phys.org


   

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