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In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo. (Democrito)

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22/06/2017
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In primo piano:

L'assorbimento dei raggi cosmici nella materia

Le particelle dei raggi cosmici che attraversano un mezzo qualsiasi (siano aria, acqua, roccia o altro) perdono progressivamente energia. Nel 1929 lo scienziato russo Skobeltzyn, per primo osservò che durante il passaggio dei raggi cosmici poteva essere prodotta radiazione secondaria nella materia. Bruno Rossi studiò approfonditamente questo fenomeno con il suo celebre esperimento con tre tubi Geiger-Müller (GMT) fuori asse. Da diverso tempo eravamo curiosi di sapere quanta materia è necessaria per assorbire sufficiente energia dai raggi cosmici, tale da mostrare una sensibile diminuzione nei dati misurati dai nostri rivelatori a tubi GMT, AMD5...

   

MU-RAY

Con un'anteprima su un lavoro (in corso) che coinvolge geofisica e fisica dei raggi cosmici partecipiamo al concorso On the Rocks indetto dalla Società Geologica Italiana.



   

RAGGI COSMICI

Sul numero (211) di Maggio di  Coelum, due gradite sorprese dedicate alle astroparticelle, un bell'articolo di Alessandro De Angelis dal titolo: "I Raggi Cosmici e l'Astronomia", e un articolo - ad invito - di presentazione sul nostro: "Progetto ADA, un progetto scientifico e didattico per lo studio dei raggi cosmici" in cui sono riportati anche gli ultimi aggiornamenti.

La storica rivista Coelum, da qualche tempo è diventata a distribuzione online ed è consultabile liberamente.

   

In attesa della prossima supernova galattica

Conferenza di Marco Arcani a cura del Gruppo Astronomico Tradatese:
Sono passati30 anni dalla famosa supernova 1987a esplosa nella vicina Grande Nube di Magellano e oltre 400 anni da quando è apparsa l'ultima supernova visibile a occhio nudo nella nostra Galassia. Quando e come riusciremo a vedere la prossima?...

Lunedì 8 Maggio 2017 h 21,00 - Cinema Teatro Paolo Grassi,via Giacomo Bianchi, 1 - Tradate VA

   

 

News:

L'eliosfera non ha la coda.

Si è sempre pensato cha la "bolla di plasma" prodotta dal vento solare - e che racchiude il sistema solare stesso - avesse una forma allungata come una cometa, questo per uno sbilanciamento tra campo magnetico solare, pressione del vento solare e campo magnetico interstellare... Dopo decenni di raccolta di dati dalle sonde Cassini, le Voyager e Ibex, è ormai certo che la forma dell'eliosfera sia più simile a quella di una sfera. Questo studio è importante anche per comprendere il ruolo di protezione dell'eliosfera sui pericolosi raggi cosmici...

NASA

 

25.04.2015 EUSO

Un pallone aerostatico è stato lanciato dalla NASA in Nuova Zelanda. Il pallone dell' international Extreme Universe Space Observatory (EUSO) osserverà un'ampia fascia dell'atmosfera terrestre per rivelare la fluorescenza ultravioletta emessa dai raggi cosmici quando colpiscono l'aria. L'esperimento  ha il proposito di misurare particelle con energia superiore a 1018 eV. Se il rivelatore avrà successo sarà probabilmente installato sulla stazione spaziale internazionale, in modo di osservare una superficie ancora più ampia.

NASA

   

Due appuntamenti ad alto livello per la fisica delle astroparticelle

INFN School Of Statistics Ischia (Napoli, Italy) dal 7 al 11 Maggio 2017, un corso di statistica applicato alla fisica delle astroparticelle e alla fisica nucleare.

Perspectives in Astroparticle physics from High Energy Neutrinos, 25-26 September 2017 Napoli. Congresso sui neutrini di alta energia di origine astrofisica.


   

Un esperimento italiano dedicato alla radiazione cosmica andrà sulla Luna

I raggi cosmici sono tra le prime minacce che gli astronauti devono affrontare durante le missioni spaziali. Gli schermi ideati finora hanno sempre rasentato la fantascienza, non tanto per l’aspetto funzionale quanto per gli aspetti pratici di fattibilità; in quanto risultati troppo pesanti, troppo ingombranti o troppo inefficienti. Un’idea “giovane” potrebbe però portare a una svolta concreta.
Tre studenti napoletani hanno dato vita al team Space4Life, con cui hanno ideato un nuovo tipo di schermo biologico e grazie al quale  hanno vinto il concorso mondiale Lab2Moon, che permetterà di lanciare il loro esperimento sulla Luna. Il concorso è stato lanciato da TeamIndus una società indiana che si è assicurata un contratto (insieme ad altre quattro società) con il Google Lunar Xprize una gara indetta da Google che consiste nel lanciare un razzo sulla Luna. Vincerà la squadra che riuscirà a far “atterrare” un robot sulla superficie lunare, fargli compiere 500 metri e mandare a Terra immagini e video. Il lancio è previsto per la fine del 2017. L’idea dei tre giovani studenti Mattia Barbarossa, Altea Nemolato e Dario Pisanti si chiama “Radio-Shield” e consiste nell’utilizzo di  una colonia di cianobatteri. L’idea di utilizzare dei batteri estremofili come scudo è assolutamente innovativa e originale, i batteri estremofili sono noti per la loro resistenza agli ambienti più ostili. Essi resistono ad altissime dosi di raggi ultravioletti e sopportano dosi di particelle ionizzanti  - come i raggi cosmici - migliaia di volte superiori a quelle sufficienti a uccidere un essere umano.

M.A.

   

INFN
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